Il nucleare di terza generazione deriva direttamente dalle tecnologie di seconda generazione, che sono quelle che supportano la quasi totalità dei reattori nucleari attualmente in funzione, con una serie di migliorie, fondamentalmente nell'ambito dei sistemi di sicurezza, che non introducono cambiamenti sostanziali nel principio di funzionamento. Fondamentalmente, in entrambi i tipi di apparati, rimangono gli stessi: refrigeranti e moderatori che sono, invece, profondamente diversi nei reattori di quarta generazione (elio, sodio, piombo fuso anzi che acqua). Ugualmente ad i loro predecessori di seconda generazione i reattori di terza utilizzano come materiale ignifugo uranio arricchito al 4/6% oppure miscele di plutonio ed uranio. Il combustibile è contenuto in barre di zirconio e per il controllo della reazione si interpongono gradualmente barre di argento, cadmio e indio. Come detto le sostanziali novità rispetto alle macchine di seconda generazione consistono nei sistemi di sicurezza che consentono di avere probabilità di incidenti con seri danneggiamenti del nocciolo praticamente trascurabili. Il primo impianto di terza generazione è entrato in funzione in Giappone nel 1996 ed è una evoluzione della filiera dei reattori ad acqua bollente di costruzione General Electric. I reattori di terza generazione di più recente costruzione sono gli europei EPR (European Pressurized Reactor) che derivano dalla filiera degli PWR (Pressurized Water Reactor) di costruzione Westinghouse. Attualmente ne sono in costruzione due in Francia ed uno in Finlandia. Gli EPR sono protetti da due edifici di contenimento. Il più interno ha un rivestimento di acciaio che funge da isolamento per eventuali fuoriuscite di materiale dal nocciolo. Il più esterno formato da una doppia parete: una interna di cemento precompresso ed una esterna di cemento armato rende l'intera isola in grado di resistere a devastanti terremoti ed all'impatto di un aereo di linea. L'intercapedine tra le due strutture è progettata con appositi filtri depuratori per l'aria nel caso di fughe radioattive dal nocciolo. Ovviamente sono presenti anche sistemi di raffreddamento dell'involucro metallico interno in caso di incidenti con pericoloso riscaldamento del nocciolo. Il reattore ha all'interno un doppio sistema di raffreddamento sempre ad acqua: uno a contatto col nocciolo a pressione elevata ed un altro esterno ad acqua bollente che scambiando calore col primo circuito senza venirne a contatto diretto vaporizza ed alimenta le turbine. Questo tipo di centrali avendo necessità di grossi volumi di acqua deve necessariamente sorgere in prossimità di grossi fiumi, laghi o mari. Approfondimenti su: Nucleare terza generazione in tecnologia nucleare o in energia Nucleare.
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